Cronaca neraItaliaUcraina

L’Ucraina consegna al Tribunale penale internazionale la lista dei foreign fighters nel Donbass

Kiev tutela i filogovernativi, denunciando soltanto i filo-russi

Il Procuratore militare capo dell’Ucraina Anatolij Matios, in un’intervista al canale televisivo ucraino 112.ua ha dichiarato di aver consegnato al Tribunale penale dell’Aja la lista dei foreign fighters che avevano preso parte ai combattimenti nel Donbass nelle file delle milizie indipendentiste. Secondo la Procura militare ucraina, nelle file delle milizie indipendentiste combattono alcune centinaia di stranieri, tra cui italiani, spagnoli, albanesi e serbi. In precedenza le autorità ucraine hanno consegnato all’ambasciata italiana a Kiev la lista dei 25 combattenti italiani nelle file degli indipendentisti.

Procuratore militare capo dell’Ucraina Anatolij Matios

Anatolij Matios si è lamentato che non c’è stato alcun seguito e nessuna azione legale nei confronti dei sospetti foreign fighters italiani. Secondo il procuratore miliare capo, lui è rimasto sconcertato dai doppi standard degli stati esteri nei confronti dell’Ucraina.

A quanto pare, è proprio il signor Matios ad applicare i doppi standard.  Come aveva scritto Fabrizio Dragosei sul Corriere della sera “Per i volontari che sono dalla parte di Kiev, è più difficile l’individuazione perché godono della protezione di un governo «amico» che fino ad oggi ha tollerato (decisamente troppo, secondo i molti critici) le azioni di unità apertamente filo-naziste”.

Difatti, nella lista consegnata all’ambasciata italiana non c’erano combattenti italiani dalla parte del governo di Kiev. Tuttavia ciò non significa che non ci siano.  Giornalista Ilaria Morani del Corriere della sera ha intervistato un italiano, Francesco F. che ha confessato di aver combattuto come “foreign fighter” per l’Ucraina nelle file dei paramilitari ucraini filogovernativi nel Donbass.  Secondo Francesco F., nel suo battaglione “c’erano 85 foreign fighters… tra cui 7 italiani…”.

Tutti i filogovernativi italiani sono sfuggiti alla schedatura del Procuratore militare capo dell’Ucraina Anatolij Matios e, quindi, non saranno deferiti al Tribunale penale internazionale dell’Aja.

Nel corso dell’intervista televisiva Anatolij Matios ha espresso il suo sgomento per la “detenzione prolungata e ingiustificata in Italia” del …”rappresentante della nostra Guardia Nazionale accusato di omicidio del giornalista italiano nel Donbass”.

Questa affermazione suscita un vero e proprio sgomento tra i lettori italiani.  Il cittadino italiano Vitaly Markiv è accusato di omicidio plurimo colposo, del cittadino italiano Andrea Rocchelli e del cittadino russo Andrej Mironov, e di ferimento del reporter francese William Roguelon, testimone oculare dei fatti realmente accaduti e testimone dell’accusa.

Suscita molti dubbi il fatto stesso di “rappresentanza (in Italia) della Guardia Nazionale (ucraina)”. Trattandosi di una formazione militare di un paese non-membro della NATO, ci sarebbe dovuta essere un’esplicita autorizzazione per una tale rappresentanza da parte delle autorità civili-politiche-militari italiane.

La domanda che sorge spontanea: c’è stata on non c’è stata una simile autorizzazione? In caso affermativo, da chi è stata rilasciata?

La presunta rappresentanza in Italia è stata regolata da qualche accordo o trattato bilaterale o multilaterale?

Un tale accordo o trattato è reperibile? È accessibile al vasto pubblico?

Vitaly Markiv usciva dall’Italia e vi rientrava con documenti italiani. Sul campo di battaglia usava il nome di combattimento “Italianets” (Italiano).  Acquistando la cittadinanza italiana, ha dovuto giurare la fedeltà allo stato italiano.  Quindi è da considerarsi a tutti gli effetti cittadino italiano.

Lo stato ucraino non ammette la doppia cittadinanza e, perfino per i ministri del governo ucraino con passaporto estero, c’è l’obbligo di optare per la cittadinanza ucraina o rinunciare all’incarico nel giro  di un anno.

Il signor Matios, ma anche l’ambasciata ucraina in Italia, dovrebbero essere a conoscenza dei contenuti della legge sulla cittadinanza ucraina.

Secondo quanto stabilito dalla suddetta legge, dovrebbero far decadere automaticamente la cittadinanza ucraina di Vitaly Markiv e trarre soddisfazione che almeno uno dei “foreign fighters” italiani è stato consegnato alla giustizia italiana e che a suo carico è stata aperta un’inchiesta penale.

Tags
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi